Il Quantitative Easing: Lo “stimolo quantitativo” che può mandare in blocco l’Eurozona!

Articolo postato dal Prof. Andrea Terzi sul suo blog – http://www.ateconomics.com/category/italian/

Il tema delle politiche anti-crisi, in questi anni difficili di caduta dei redditi e scomparsa del lavoro, è da tempo entrato di prepotenza nelle case italiane, nei forum e nei blog. E persino ilQE, il “Quantitative Easing”, una volta conosciuto solo dagli specialisti (e a lungo ignorato persino dai manuali di economia monetaria) è ormai un’espressione da titolo di prima pagina. È dunque del tutto opportuno che qualcuno spieghi cos’è. Soprattutto nel momento in cui tutti si aspettano che Mario Draghi dia il via, giovedì prossimo, alla politica di QE in Europa.

L’espressione si usa sempre in inglese, benché si possa efficacemente tradurlo come “stimolo quantitativo”. Nondimeno, il termine originale è giapponese.

Nasce a metà anni degli anni ’90. E a coniarlo (in giapponese) fu Richard Werner, uno degli autori di Euroland and the World Economy, da me curato con Jörg Bibow, dove prima della crisi spiegavamo che l’Eurozona si trovava su un sentiero insostenibile. Lo coniò per fare il titolo di un suo articolo uscito in Giappone. La frase fu poi tradotta in inglese, usata ufficialmente dalla Banca del Giappone, e finalmente diffusa a piene mani nella comunicazione della Federal Reserve americana. E ora in arrivo anche nell’Europa dell’euro.

Ma che genere di politica monetaria è il QE?

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Di una economia di mercato compatibile con la socializzazione delle sovrastrutture finanziarie

Articolo ripreso da gondrano.blogspot.com, originariamente pubblicato sul «Giornale degli economisti e annali di economia», 1971, 9-10, pp. 664-84.

SOMMARIO: 1. Premessa. – 2. Richiami a una indagine americana del 1955 sul funzionamento del mercato di borsa. – 3. Il caso dell’IOS, a distanza di un quindicennio, e i suoi aspetti più clamorosi. – 4. La “sovranità” del risparmiatore e la sua manipolazione da parte dell’intermediazione specializzata. – 5. Mercato azionario e efficienza economica nel periodo breve. – 6. L’efficienza allocativa dei mercati finanziari nel periodo lungo. – 7. Se la borsa sia un efficace guardiano dell’efficienza dell’impiego delle risorse allocate per suo tramite. – 8. Una proposta recente di centralizzazione nazionale delle operazioni di borsa. – 9. Possibilità di soluzioni che portino a un rigetto della borsa e del suo folklore.

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